















Calla è nata grazie ad un progetto chiamato Prime Cup, organizzato La Triennale di Milano e la Regione Lombardia – Direzione Generale Industria PMI e Cooperazione. I risultati del progetto durato circa 10 mesi, ha favorito la collaborazione fra giovani designer e imprese locali.
Giovani Designer: progetti di ricerca applicata a favore delle Piccole e Medie Imprese lombarde.

Sono anni che sono considerata una fuorisede che continua a cambiare luogo di permanenza, ma in un certo senso mi sento sempre in sede, nella mia terra di origine, quando almeno nel week end organizzo cene o pranzi per i miei amici. L’odore del sugo che ribolle in pentola con la carne ha accompagnato quasi tutti i miei risvegli domenicali a casa mia o di mia nonna. Sono sincera raramente ho preparato io le orecchiette, nonostante mia mamma mi abbia insegnato a farle, con quel coltello dalla punta larga e arrotondata, sin da piccola. Preferisco utilizzare le scorte che mi prepara con grande maestria e velocità quasi a fare concorrenza a macchine industriali. La domenica mattina mi sveglio e le trovo già lì adagiate sul tavoliere di legno tutte uguali e disposte con egual distanza. Molti pensano che noi pugliesi le mangiamo solo con le cime di Rapa, come un noto attore ha divulgato, io invece le consiglio con la ricotta di pecora stemperata con l’acqua calda e del buon sugo di carne, magari cotto nella pentola di terracotta. Buona domenica.
Ingredienti
500g Farina di grano duro
200g Farina di grosso (germe di grano)
acqua
Preparazione
Disponete sul tavoliere le farine e aggiungete l’acqua necessaria. Fate attenzione a non aggiungerne troppa o troppo poca. Procedete aggiungendone poco alla volta fino ad ottenere un impasto morbido. Prendete un pezzo di pasta e trafilatelo fino ad ottenere un bastoncino. Tagliatelo a tocchetti, di circa un centimetro, facendo attenzione a farli tutti della stessa dimensione. Con l’aiuto di un coltello dalla punta arrotondata e senza zigrinatura (tipico dei coltelli da dote di una volta) schiacciate il tocchetto da un lato. Con una piccola pressione, trascinatelo sulla spianatoia, vedrete che la pasta si curverà, con l’aiuto del pollice staccate la pasta del coltello, rovesciandola sulla punta del dito.

Perché un food blog sul mio sito personale? Passione. Mi piace la fotografia, ma non mi sento una fotografa, penso solo di avere l’occhio buono. Mi piace mangiare e sperimentare, ma non mi sento uno chef, penso solo di avere un ottimo palato. Mi piace seguire food blogger famosi, ma non mi ci sento tale. È solo divertimento, un hobby. Mi piace andare in giro e fotografare quello che mangio. Mi piace tornare a casa in Puglia e portare con me dei ricordi di quello che cucina mia mamma. Mi piace sperimentare per i mie ospiti e vedere se tornano vivi a casa.
Nel 2007 avevo maturato da tempo la passione per il food design, così decisi che lo stage e la mia tesi di Specialistica l’avrei direzionata verso questo settore ai tempi ancora inesplorato. Conobbi Paolo Barichella e appresi sin da subito gli elementi base di quel design che tutti pensano essere la progettazione o, peggio ancora, la presentazione del cibo o di una ricetta nel piatto ma che in realtà non lo è.
Il food design è una branca della progettazione relativamente giovane e nuova. Se design vuol dire progettazione e food vuol dire cibo o alimento, ne scaturisce che il food design è la progettazione del cibo e il design for food è la progettazione per il cibo.
Il Food design è diventato un fenomeno di portata mondiale e si trova al centro di workshop, concorsi, pubblicazioni e corsi universitari, che crescono a dismisura…ma cosa è realmente il food design? Personalmente mi sono affacciata in questo mondo progettuale non conoscendolo nel profondo, ma solo spinta dalla passione per il cibo e il mondo legato alla cucina. Ho imparato a conoscerlo e a capire cosa c’è dietro ad un prodotto alimentare industriale.
Sono 4 anni che Lavoro al fianco di Paolo e ho lavorato a numerosi progetti dove il food era alla base di tutto. Ci siamo affacciati alla progettazione alimentare, allo sviluppo di diversi concept store e agli strumenti di somministrazione. Inoltre ho seguito per gli stessi clienti l’immagine coordinata e la direzione della fotografia, una progettazione completa: dal logo, al prodotto, al packaging et etc…